Al lavoro dopo la maternità: 7 suggerimenti contro ansia e stress

Al lavoro dopo la maternità senza ansia e stress

Il rientro al lavoro dopo il congedo per maternità è vissuto dalle donne in modi diversi e spesso ambivalenti: alcune sono desiderose di recuperare spazi propri non legati all’accudimento del bambino, altre vorrebbero poter prolungare il periodo fino alla maggiore età del piccolo, tutte si trovano a dover prendere una serie di decisioni e a rivedere l’organizzazione della routine familiare.

1. Stop al senso di colpa!

Che siate delle stakanoviste a riposo forzato o delle super chiocce è possibile che vi troviate a fare i conti con il senso di colpa e la pressione di giudizi esterni. Non lasciatevi intrappolare dalle aspettative sociali perché nessuno meglio di voi stesse è in grado di valutare le scelte più giuste per la vostra famiglia: madri serene e soddisfatte della propria vita crescono bambini felici. Che il ritorno al lavoro sia una scelta o una necessità, bisognerà imparare a gestire le emozioni spesso contrastanti che derivano dalla separazione dal bambino; la mamma può provare “sollievo” perché “legittimata” a delegare l’accudimento, oppure provare uno stato di malessere più o meno profondo. In ogni caso, il senso di colpa è tanto inutile quanto dannoso: la mamma certamente sceglierà la situazione più confortevole per il bambino e potrà giustamente ritrovare il piacere di prendere un caffè con i colleghi.

 

2. Chi si occuperà di mio figlio?

La scelta, non facile, è spesso dettata dalle circostanze: ragioni economiche, organizzative, nonni lontani, presenza di altri fratellini, ecc. Prendetevi tutto il tempo per valutare tutti i benefici e gli svantaggi, nell’immediato come nel lungo termine, e scegliete la soluzione che vi fa stare più serene: se siete tranquille nel delegare l’accudimento del vostro bambino, il rientro al lavoro sarà più facile da gestire. Visitate più di un nido, chiedete di conoscere le educatrici, chiarite le vostre aspettative alla babysitter o ai nonni, esplicitate le vostre perplessità, stabilite delle priorità, chiedete di essere sostenute nelle scelte. Una volta raggiunte delle sicurezze dentro di voi, sarà molto più semplice trasmetterle al bambino affinché il distacco da voi possa essere vissuto con la massima serenità. (leggi anche Asilo Nido, come sceglierlo).

 

3. Come gestire il distacco tra mamma e bambino

Una volta scelte le figure che si occuperanno del vostro piccolo, cominciate con l’allontanarvi per poco tempo al giorno, prima del rientro vero e proprio al lavoro: in questo modo avrete tempo di abituarvi e far abituare il bambino alla vostra assenza; all’inizio potrete fare una passeggiata o andare a fare la spesa, e aumentare via via il tempo trascorso fuori casa di modo da essere pronte a stare lontane per un’intera giornata. E’ importante sottolineare che tornare a lavorare NON significa rinunciare al ruolo materno ma delegare l’accudimento del bambino! Il legame mamma-bambino non potrà essere messo in discussione dal ritorno al lavoro perché la relazione non viene intaccata dall’assenza della mamma: la mamma continua di fatto a prendersi cura del piccolo anche quando non c’è perché chiede ad altri di sostituirla nel modo più rispondente alle sue esigenze. Ricevere resoconti dettagliati una volta rientrate dal lavoro aiuta certamente a sentirsi rassicurate (quando il bambino sarà più grandicello, sarà lui stesso a raccontare alla mamma la propria giornata, creando in tal modo nuove occasioni di condivisione). Al bambino verrà in sostanza trasmesso il messaggio che la mamma non c’è ma è come se ci fosse, e che la sua assenza è temporanea.

 

a lavoro dopo la maternità

4. Come abituare il bambino alla babysitter

Rattristate dal pianto dei primi allontanamenti, le mamme possono pensare che il bambino sarà infelice per tutto il tempo; in realtà i bambini hanno grandi capacità di attivarsi e di adattarsi, inoltre queste prime separazioni possono essere l’occasione per insegnare al bambino a sperimentare il mondo oltre le braccia della mamma. Nel caso in cui la mamma opti per una babysitter, sarà importante fare in modo che questa nuova figura di riferimento entri a far parte gradualmente nella vita del bambino: si inizierà quindi passando del tempo tutti insieme, al fine di favorire la conoscenza reciproca e di far maturare anche nel piccolo un senso di fiducia che lo sosterrà durante l’assenza della mamma.

 

5. Parola d’ordine: delegare!

Abbandoniamo l’idea di poterci occupare di tutto, al meglio e in ogni situazione: il tempo a disposizione non è infinito e ancor meno lo sono le nostre energie; l’idea di una super mamma sempre allegra che affronta e risolve tutto con la massima efficienza è assolutamente irreale: le mamme, come tutte le altre persone, NON sono infallibili e hanno bisogno di riposo. Lasciare il bambino alla tata o ai nonni e concedersi un momento per recuperare le energie (una pizza con le amiche, una passeggiata con il partner, un’ora da sole al parco, un pisolino) NON significa essere una cattiva madre.

 

6. Accetta il cambiamento

Ciò che funzionava prima della nascita del nostro bambino potrebbe non essere più adatto ai nostri nuovi ritmi. Bisogna prendere coscienza del cambiamento e accettare con serenità il fatto che non si può provvedere a tutto, che talvolta il bambino dovrà rimanere con la tata più del dovuto e qualche altra volta rinunceremo a due ore di straordinario. Questo ci consentirà di maturare anche verso noi stesse un atteggiamento non giudicante, che ci preserverà dal giudizio altrui.

 

7. L’importanza delle abitudini per il bambino

Costruire e consolidare delle abitudini, aiutano il bambino a riconoscere che la mamma va e poi torna. Salutate sempre il piccolo prima di uscire, non abbiate timore del suo pianto nel momento della separazione e non andate via di soppiatto per non farlo allarmare: il bambino si sentirà insicuro perché sarà indotto a pensare che la mamma può “scomparire e abbandonarlo” in qualsiasi momento; rimaniamo invece fiduciose del fatto che le persone che si prendono cura di lui sapranno consolarlo adeguatamente. Il nido scandisce il tempo della giornata in modo strutturato e ripetitivo, per cui il bambino impara che mamma viene a prenderlo dopo la pappa o dopo la nanna, e a sentirsi sicuro nel vivere le ore che lo separano da lei; lo stesso approccio può essere replicato dai nonni o dalla babysitter, costruendo le giornate con scadenze ripetitive: il pasto, la passeggiata, il bagnetto, la nanna, ecc. Una volta tornate dal lavoro, dedicate un tempo esclusivo al vostro bambino: coccolatelo, abbracciatelo, fate in modo che il piacere di ritrovarsi sia per entrambi motivo di gioia e di conforto.