Domenica, Dicembre 11, 2016
   
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Crescita Personale

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All’interno di questa sezione saranno inseriti contenuti riguardanti il tema della crescita personale, un vasto argomento che nelle sue diverse accezioni ha suscitato particolare interesse negli ultimi anni.

Accettazione di sé, efficacia relazionale, rafforzamento della propria autostima, sono alcuni degli argomenti affrontati nelle varie categorie, che avranno l’obiettivo di aiutare nella conoscenza di sè stessi e nel proporre corsi e strumenti per facilitare l’individuazione di valori ed obiettivi personali.


LE PELLICOLE DI IGEA C.P.S.: MI CHIAMO SAM

Libri e film

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Mi chiamo Sam è un film di Jessie Nelson del 2001 che narra la storia di Sam Dawson, un uomo sulla quarantina costretto a crescere sua figlia da solo perché la mamma della bambina li ha abbandonati. Egli soffre di un ritardo mentale che non gli permette di essere alla pari con le altre persone; le abilità del suo cervello sono infatti quelle di un bambino di sette anni.

Nonostante ciò la loro vita è normale e fatta di cose semplici, ma vere, basata su un affetto sincero e su un'intesa tra padre e figlia che è fuori dal comune.

Sam è aiutato a gestire la sua vita e quella dalla bambina da amici e colleghi finché una sera non viene portato in caserma per quello che viene scambiato come un tentativo di adescamento di una squillo. Successivamente, durante la festa a sorpresa per il settimo compleanno della bambina gli assistenti sociali la portano via, a causa di un incidente con uno dei bambini, che aveva provocato Sam.

Così lui è costretto a cominciare una battaglia legale per l'affidamento poichè dietro l'angolo c'è la realtà della legge: un uomo come Sam non può crescere una bambina perché non è in grado di offrirgli il supporto di ciò che ha bisogno e quindi la bambina sarà data in affidamento ad una famiglia "normale".

Sam però non è disposto a rinunciare alla figlia per nulla al mondo così si rivolge a un noto avvocato: Rita Harrison, la quale però non può certo aiutare uno come Sam, che vive con lo stipendio di garzone di caffetteria, lei che guadagna cifre a cinque zeri. A volte però, magari per una semplice scommessa può accadere l'incredibile, poichè dopo numerose pressioni, Sam riesce a convincere Rita a diventare il suo avvocato.

Rita Harrison rappresenta una perfetto avvocato in carriera con tutte le sue nevrosi ed i suoi tic, ma allo stesso tempo riesce poi, durante l'arco della storia, a restituirci una donna diversa più consapevole dei valori della vita tanto che alla fine ci viene da chiederci chi abbia guadagnato di più dal rapporto cliente avvocato lei o Sam.

Sam cambia, e fa cambiare la spregiudicata professionista, tirando fuori la sua sensibilità e la sua dignità.

La figura di Sam sembra creata appositamente allo scopo di comunicare i mille problemi a cui va incontro mostrando agli altri il mondo visto con i suoi occhi.

All'interno della pellicola vengono affrontati argomenti importanti: l'esplorazione dei legami familiari e dei sentimenti che uniscono padri, madri e figli, come anche l'opportunità che un giudice divida due persone non in base all'amore che le lega, ma alle presunte capacità di crescere un figlio ed infine l'incomunicabilità di alcuni genitori per la mancanza di tempo (e di pazienza) da dedicare ai loro figli.

Il New York Times descrive l'epilogo come commovente e profondamente dignitoso ma che, specie per le reazioni sociali, esprime una speranza piuttosto che una realtà.



 

LA LIBRERIA DI IGEAcps: DONNE CHE MANGIANO TROPPO: QUANDO IL CIBO SERVE A COMPENSARE I DISAGI AFFETTIVI

Libri e film

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I disturbi della nutrizione nelle loro diverse connotazioni (anoressia, bulimia e obesità) hanno assunto un peso preponderante oltre che preoccupante all’interno dell’odierna società e si manifestano principalmente nelle donne con un rapporto 9:1 (Hoek et al., 2003) affievolendosi nella fase adolescenziale fino a 3:1 (Kjlesas et al., 2004). Analizzando i motivi che possono spingere una persona a cercare compensazione nel cibo, è possibile liberarla dai disturbi dal peso schiacciante e dalla dipendenza che provocano.

Si tratta, quindi, di legami alquanto profondi che impediscono alla persona di mantenersi autonoma rispetto a gran parte degli aspetti che caratterizzano la vita.

Nel caso delle persone bulimiche, spesso si domandano perché mangiano insistentemente fino ad abbuffarsi anche in assenza di fame al punto da sentirsi terribilmente in difetto e in colpa. Il paradosso è che queste persone sono perfettamente a conoscenza del fatto che gli attacchi di voracità non sono certamente una conseguenza di appetito.

Sfortunatamente essere vittime di dipendenza dal cibo non è un problema che crea conseguenze solamente a livello fisiologico, ma è anche una sorta di specchio che rivela molti aspetti della personalità di ognuno che sono poco evidenti, causando lo scoppio di una guerra continua tra trasgressione, vizio, fame e gola.

E’ evidente quanto sia la donna bulimica, che l’uomo, il quale negli ultimi anni risulta molto esposto sia all’anoressia (10-20%) che alla bulimia nervosa (10-15%), necessitino di consenso altrui fino a divenire masochisti, in quanto l’immagine di sé che si vuole trasmettere agli altri rispecchia un tipico modello di ideale.

Tutto ciò può comportare anche la perdita di un consenso tanto sofferto in conseguenza della resa di fronte alla propria “vera natura”.

Di conseguenza, quanto più il giudizio di sé risulta essere negativo, tanto più si necessita di ricevere l’approvazione generale, con la speranza che nessuno scopra l’oscurità di un buco nero che rappresenta la vera essenza della persona, in questo caso la presunta pochezza.

Anche dal punto di vista sessuale si tende a essere “come tu mi vuoi”, pur di non indurre ad errore.

Chi soffre di disturbi alimentari ha una reale difficoltà a rifiutarsi di fare una cosa o a lasciarsi andare, poiché si teme di essere giudicati negativamente da chi si ha di fronte.

Di conseguenza si tende a sopportare la qualunque pur di non subire l’eventuale abbandono. Conseguentemente a ciò viene fuori una personalità che più che dipendente dal cibo è totalmente assuefatta dall’esterno e incapace di accettare la propria natura.

E’ necessario, quindi, intraprendere un percorso approfondito all’interno della propria storia personale, comprendendo il perché di certe fisse che hanno portato ad assumere tale comportamento patologico e arrivando ad accettarsi.

Conoscersi aiuta a sperimentare altre modalità per affrontare la quotidianità, imparando a convivere col tanto temuto vuoto interiore e con i propri difetti.

Un libro che affronta una problematica sempre attuale ... ma appartiene solo alle donne?


 


 


   

LE PELLICOLE DI IGEA C.P.S.: INSIDE OUT- IL FILM PER IL BAMBINO DENTRO DI NOI

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"Non puoi fissarti su quello che non va bene. C'è sempre un modo per cambiare le cose!Per divertirsi!" (Gioia)


Si racconta la storia di Riley, una bambina di unidici anni che dovrà trasferirsi in una nuova città con i suoi adorabili genitori. La sua storia viene raccontata tramite le sue emozioni primarie: Gioia, Rabbia, Paura, Felicità e Disgusto rappresentate da veri e propri personaggi, che vivono nella sua testa e l'accompagnano nel difficile percorso della crescita.

Dentro e fuori Riley si sviluppano le avventure tra la Gioia e la Tristezza (Joy e Sadness) che invitano la bambina ad esprimere le proprie emozioni in modo più o meno consapevole. Così, tra i primi cambaimenti fisici dell' adolescenza, le prime discussioni con i genitori, i difficli legami con i coetanei, Riley inizia a crescere. Saranno proprio le emozioni i protagonisti di questo film d'animazione, che agiranno nella "fabbrica dei sentimenti" che altro non è che la mente di Riley. Inside Out è un film della Pixar, del 2015. Racconta del passaggio dall'infanzia all' adolescenza, valorizzando il ruolo della tristezza come parte della vita fondamentale da sperimentare per cogliere appieno la gioia.

Un film unico e innovativo, per grandi e bambini che con semplicità e leggerenza racconta la complessità della mente umana e delle mille sfaccettature delle emozioni.


   

LE PELLICOLE DI IGEA C.P.S.: K- PAX -DA UN ALTRO PIANETA

Libri e film

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"Il consiglio che ti do è di fare le scelte giuste questa volta, perché questa volta è tutto ciò che hai".

Il dottor Powell è uno psichiatra dell'ospedale di Manhattan. Un giorno incontra un nuovo paziente che dice di chiamarsi Prot e afferma di venire da K- Pax, un pianeta lontano anni luce dalla Terra, dove non esistono relazioni familiari e le persone  vivono in armonia. Prot possiede uno spettro visivo più ampio rispetto alle altre persone e in seguito al racconto della sua storia, il dottor Powell, incuriosito, decide di occuparsi di questo caso.

 Attraverso l'ipnosi, scopre che  l'uomo ha un passato tragico alle spalle. Prot sorprenderà tutti, stravolgendo l'ospedale e curando uno per uno i pazienti del dottor Powell, che nel frattempo è alla ricerca di una spiegazione dei comportamenti insoliti di quest' uomo che si nutre di sola frutta, che resiste alle grandi dosi di torazina e capace di vedere violetti e ultravioletti.

Il film è  del 2001 ed è diretto da Iain Softley.

Nel film ci sono dei richiami  filosofici legati alle teorie sull'io e sull'essere, sulla concenzione del bene e del male. Sono presenti dialoghi  sulle piccolezze della vita e dell'organizzazione sociale "degli umani".

   

LA LIBRERIA DI IGEAcps: MOLECOLE DI EMOZIONI

Libri e film

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Il segreto è esprimere l’emozione e poi lasciarla andare”



La complessità delle emozioni, narrato in un libro che utilizza un linguaggio semplice, che risponde a domande che la scienza, la filosofia e la psicologia si pongono da secoli: Per quale motivo sentiamo quel che sentiamo? Quale è il ruolo delle emozioni? Come esse agiscono sul nostro corpo?

Accertando l’esistenza delle basi bio-molecolari delle nostre emozioni, attraverso le sue ricerche e scoperte, l’autrice ci consente di comprendere i complessi rapporti tra mente e corpo.

Secondo la ricercatrice, alla base delle emozioni vi sarebbero i neuropeptidi,che legandosi ai recettori distribuiti nelle aree del cervello, generano la regolazione emotiva; tuttavia siccome i recettori dei neuropeptidi sono collocati sia nel cervello che nel corpo, si potrebbe affermare che le emozioni si esprimono nel corpo e fanno parte del corpo; dunque non sarebbe più possibile fare una netta distinzione tra il cervello e il corpo.

"Molecole di emozioni" è un testo scorrevole come un romanzo ma profondo come un testo scientifico; infatti oltre alle ricerche della neuroscienziata, si intrecciano tra le righe la sua storia di donna e di madre e tutti gli ostacoli professionali e personali che ha dovuto affrontare nel corso del suo percorso.

Ogni studio è avvalorato dal fatto che l'autrice Candance B. Pert, ha effettuato, e sperimentato in prima persona gli argomenti di cui parla, essendo lei una delle più rinomate ricercatrici e neuroscienziate americane.

Un testo che fa riflettere circa le labirintiche connessioni tra mente e corpo, e così come la stessa studiosa riporta: “la mente non domina il corpo, ma diventa corpo, in quanto corpo e mente sono una cosa sola. Le emozioni rappresentano l’espressione dell’azione dei neuropeptidi e dal momento che i neuropeptidi ed i loro recettori sono presenti anche nel corpo, si può concludere che la mente è nel corpo, nello stesso senso in cui la mente è nel cervello”.

Un libro che con linearità e chiarezza offre interessanti spunti di riflessione su uno degli strumenti più potenti che l'uomo ha: le sue emozioni.












   

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