Mercoledì, Maggio 22, 2013
   
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IL SENSO DI COLPA

Crescita Personale - Articoli

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Possiamo definire il senso di colpa come uno stato emotivo, vale a dire come l’insieme delle risposte fisiologiche, espressive e comportamentali conseguenti alla constatazione di aver trasgredito una norma o causato danno ad altri con un’azione o la sua omissione, assumendosene la responsabilità.

Nel senso di colpa emerge la dimensione dell’agire, del fare, emerge l’azione compiuta od omessa e le sue conseguenze. Il senso di colpa comunica che qualcosa è avvenuto nel mondo soggettivo, qualcosa che si ricollega strettamente al “bisogno di punizione” e al “bisogno di riparazione”. Funzione del senso di colpa è di comunicare, a se stessi e agli altri, di essere colpevoli.


Attraverso un’analisi approfondita è possibile individuare due condizoni necessarie per provare senso di colpa. Il senso di colpa causato dalla trasgressione di una norma può essere definito “normativo”, mentre quello da sofferenza inflitta può essere chiamato “empatico” in quanto mette in contatto con la sofferenza e con le emozioni della vittima. È importante sottolineare come queste modalità possano essere congiunte: spesso l’azione che causa sofferenza è anche una trasgressione.
Il senso di colpa prevede due tipi di vittime, la norma trasgredita o l’altro danneggiato, ma esercita anche due importanti funzioni che permettono di individuare quale sia la qualità specifica della sofferenza di chi prova senso di colpa. Una funzione è quella punitiva, ci si punisce soffrendo, attraverso il rimorso, e/o temendo una punizione e in questo caso il timore diviene di per sè una punizione; oppure comportandosi in modo autolesivo (l’espiazione). Questa funzione imprigiona il colpevole in se stesso, egli si danneggia senza che la vittima possa trarne miglioramento. La seconda funzione è quella riparativa: è caratterizzata dal desiderio di riparera il danno arrecato, dal soffrire a causa della sofferenza inflitta. Il colpevole partecipa alla pena della vitima preoccupandosi per la sua sorte e assumendosene la responsabilità. Questa funzione si realizza nel senso di colpa empatico e induce a mettere in atto comportamenti motivati a riparare il danno arrecato.
Continuando l’analisi del senso di colpa, è necessario soffermarsi sul senso di responsabilità, e in particolare sull’assunzione di responsabilità. Chi si sente in colpa si attribuisce un ruolo attivo: il soggetto è consapevole di aver causato il danno avendo il potere di non commetterlo, e quindi riconosce la propria colpa. Questo comporta che ci se ne assuma la responsabilità, ma ciò non implica che si abbia effettivamente tale responsabilità.

A cura della dott.ssa Marcella Caria

 

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