DA AMANTI A GENITORI: LA COPPIA IN TRANSIZIONE

neogenitori

Diventare genitori si pone oggi come una delle più significative transizioni all’età adulta che come altre transizioni della vita implica una serie di adattamenti biologici, psicologici e sociali, molti dei quali sia positivi che negativi. La coppia dovrà ridefinire quale sarà la loro nuova identità relazionale, che cosa essi come coppia di genitori possono accettare e portare con sé in questo nuovo percorso. Cruciale, in questa fase, è la percezione della competenza genitoriale da parte dei neogenitori. Percepirsi abili nel gestire le richieste di soddisfazione dei bisogni relativi alla genitorialità può costituire fonte di stress ed è inoltre un prerequisito dell’effettivo adattamento della coppia al ruolo genitoriale. Questo sostanziale cambiamento può portare alla rottura di alcuni equilibri nella coppia. A tal proposito, in questi casi, è importante parlare di comunicazione, il fattore chiave per affrontare eventuali difficoltà in questo periodo di transizione.

 

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E’ scontato pensare che la nascita di un bambino implichi un notevole cambiamento nella vita di una coppia. Soprattutto se è il primo figlio, si passa dal siamo “solo noi due”, ad includere una nuova persona nella coppia diventando così una famiglia.

Diventare genitore è una transizione cruciale verso la vita adulta, non solo perché segna il passaggio da coppia a famiglia, ma anche perché contrassegna una svolta nella vita degli individui, che a differenza di altre transizioni (iniziare il primo lavoro, lasciare l’abitazione dei propri genitori, sposarsi ecc.) non è più reversibile. In particolare la prima gravidanza e l’imminente transizione alla maternità e alla paternità sono eventi che mettono in atto un processo di ri- definizione dell’identità personale e sociale dei protagonisti.

L’arrivo di un figlio comporta notevoli cambiamenti e a diversi livelli; il modificarsi biologico della donna durante la gravidanza e con il parto ne costituisce quello di maggior evidenza. Tuttavia, i cambiamenti che avvengono nel corpo della donna possono essere considerati rappresentativi di ciò che accade anche sul piano psicologico, in primo luogo sullo sviluppo di una nuova identità femminile. Inoltre, dobbiamo considerare ciò che accade a livello interpersonale, soprattutto nel legame con il futuro padre. A tale riguardo la letteratura si è sempre più interessata alla paternità e alle caratteristiche della funzione paterna, sottolineando come, a partire dal momento del concepimento, abbia inizio un’esperienza di genitorialità che esercita un impatto rilevante anche sul padre sia per i cambiamenti che avvengono a livello intrapsichico, sia per le implicazioni relazionali con la partner (Deave & Johnson, 2008; Halle et al., 2008). Nel passaggio dall’essere coppia al “fare famiglia i partner non solo sono coinvolti a livello personale con il compito di ridefinire se stessi e il proprio ruolo, ma sono anche inevitabilmente impegnati in un lavoro che potremmo definire congiunto, nel senso che sono chiamati a rinegoziare il loro legame al fine di trovare nuovi equilibri. Tale processo può condurre a legami più solidi, oppure può portare a situazioni conflittuali.

Bisogna tenere in considerazione un altro aspetto importante della coppia, quello dell’intimità. Avere un bambino implica avere nuove esigenze e il più delle volte nelle coppie vi è una diminuzione nell’intimità, soprattutto per quanto riguarda la sfera sessuale, principalmente nell’ultima parte della gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino. Numerosi studi dimostrano come la soddisfazione riferita alla relazione coniugale decresca in modo significativo dopo la nascita del primo figlio (Van Egeren, 2004), portando anche sostanziali cambiamenti nei pattern di intimità e comunicazione, e all’aumento dei conflitti e del disaccordo (Kluwer e Johnson, 2007).

I cambiamenti nell’immagine corporea e la mancanza di tempo per stare vicini, sono alcuni dei fattori che possono influenzare la relazione dei neogenitori. Inoltre, ci sono alcuni fattori che possono interferire ed influenzare la relazione sessuale di coppia.

Tra questi vi è il dolore dovuto alla lacerazione e all’eventuale episiotomia in seguito al parto che possono indurre timori in merito ai rapporti sessuali; la paura di un’altra gravidanza ed in ultimo, vi è la possibilità che i compagni possano sentirsi esclusi mentre il loro bambino riceve tutta la cura ed il nutrimento che desidera.

La transizione alla genitorialità viene considerata come un evento stressante in sè, ossia quale possibile fonte di crisi che le persone coinvolte sono chiamate ad affrontare (Cutrona et al., 2005). In tale prospettiva diventa allora essenziale identificare quei fattori che possono costituire una risorsa nel gestire efficacemente lo stress che l’evento comporta, ma che, allo stesso tempo, possono rappresentare elementi di criticità se non presenti, oppure presenti in modo inadeguato. Tra i fattori maggiormente indagati risultano il supporto sociale, la qualità della relazione di coppia e la disposizione nei confronti della gravidanza, cioè il suo essere attesa o imprevista.

Il supporto sociale, pratico ed emotivo, costituisce un primo importante parametro per comprendere le modalità con cui i futuri genitori affrontano la transizione (Cutrona, 1990; Revenson, Kayser & Bodenmann, 2005). Nello specifico, la percezione della presenza di supporto sociale sembra costituire un fattore protettivo sia per le neo madri che per i neo padri (Castle, Slade, Barranco- Wadlow & Rogers, 2008), riducendo il rischio di insorgenza di forme patologiche come la depressione post-partum (Kearns, Neuwelt, Hitchman & Lenman, 1997; Leahy-Warren & McCarthy, 2007; Stuchbery, Matthey & Barnett, 2004; Tammentie, Paavilainen, Astedt-Kurki & Tarkka, 2004).

La qualità della relazione di coppia rappresenta un’altra variabile cruciale per comprendere le dinamiche connesse al divenire genitore. Essa ha infatti effetti sulla relazione genitori-figli e, di conseguenza, sul benessere psicologico dei figli stessi. Nello specifico, una bassa qualità della relazione di coppia, con particolare riferimento ad una scarsa soddisfazione, risulta associata alla presenza di sintomi depressivi, sia nelle donne, sia negli uomini (Cox, Paley, Payne & Burchinal, 1999; Matthey, Barnett, Ungerer, & Waters, 2000; Whisman, 2001).

Nello specifico il sostegno alla genitorialità è dato dai servizi alla prima infanzia i quali rappresentano un luogo per rispondere ai bisogni delle famiglie attraverso strategie e modalità che favoriscono: la partecipazione delle famiglie, lo scambio e il confronto tra genitori, la valorizzazione dei saperi e delle competenze della famiglia intesa come risorsa.

La genitorialità implica situazioni per le quali non sempre esistono soluzioni sempre giuste o sbagliate. La coppia può sentirsi sovraccarica di responsabilità, emozioni e stress che potrebbero influenzare negativamente la loro relazione.

Ci si chiede quindi quale potrebbe essere una soluzione? La risposta è la COMUNICAZIONE.

Importante è il ruolo dell’assertività nei neogenitori. L’assertività riguarda la capacità di esprimere i propri pensieri e i sentimenti in modo aperto e sincero. Questo implica la capacità di comunicare direttamente e sinceramente quali sono i propri bisogni, far valere i propri diritti nelle situazioni interpersonali, ma, allo stesso tempo, rispettare i diritti degli altri. Le abilità di comunicazione assertiva sono molto utili ai neogenitori in quanto aiutano a gestire i consigli non richiesti cioè i casi, molto frequenti, in cui vi è l’esigenza di chi ci sta intorno di dare una propria opinione in merito a cosa sia meglio per il bambino; avere un bambino induce la possibilità che si creino dei conflitti dovuti ai diversi stili genitoriali e la comunicazione è essenziale per risolvere questi conflitti. Una comunicazione assertiva può evitare il nascere di inutili risentimenti, cattive modalità di comunicazione e la distorta lettura di pensiero tra te e il partner. L’assertività è un’abilità che viene appresa per cui richiede un buon allenamento ma, considerando i molteplici benefici che essa porta alle relazioni vale la pena esercitarsi, anche qualora non venga usata in tutte le situazioni.

In conclusione, entrambi i neogenitori affrontano rischi e difficoltà ma trovano in questa nuova relazione come genitori la più grande forza del loro legame. Una relazione familiare armoniosa richiede un bilanciamento tra bisogni e obiettivi diversi e tra loro conflittuali dei diversi membri per poi giungere ad un rapporto equilibrato.

 

Bibliografia

  • Diventiamo mamma e papà (J. Milgrom, J. Erickesn, B. Leigh, Y. Romeo,E. Loughlin, R. McCarthy e B.Saunders)
  • Diventare famiglia: processi di trasformazione in dinamiche triadiche (E. Russo, G. Zanvettor)
  • La transizione alla genitorialità. Da coppie moderne a famiglie tradizionali (M. Naldini)
  • Genitorialità: dai fattori critici ai percorsi di transizione – I. Orientarsi nella ricerca (S. Molgora, E. Saita, V. Fenaroli)
  • Coniugalità e genitorialità: i legami familiari nella società complessa (D. Bramanti)

 

Autore: Paola Auricchio