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Chi non conosce questo terribile disagio che colpisce molte mamme subito dopo il parto? Chi non si è trovato almeno una volta a dire la sua su questo “problema”?
Tutti sanno che molte donne in un momento particolare della loro vita, quello della nascita di un figlio, che forse dovrebbe essere il più felice, si trovano ad affrontare la così detta depressione post- partum correndo il rischio così di trasformare tale momento nel peggiore.
Ormai questo grande scoglio che molte neo mamme si trovano a superare è diventato un fenomeno così comune da non creare più scalpore. Potrebbe fare scalpore invece la notizia che ogni anno centinaia di migliaia di uomini soffrono di questa patologia?
Forse si: ci si è abituati così tanto ad associare la depressione post- partum alla donna che sentir dire depressione post- partum paterna fa un certo effetto.
Sembra davvero incredibile eppure è così: uomini e donne hanno la stessa probabilità di soffrire di depressione post partum, a dimostrarlo è uno studio condotto dall’Eastern Virginia Medical School e pubblicato su una rivista americana “Journal of the American Medical Association”.
Tale studio è sicuramente suggestivo perché tratta di un problema che generalmente è associato solo alla figura femminile. Il nuovo fenomeno messo in evidenza dal team di ricercatori statunitensi con a capo il professor James F. Paulson sostiene che la depressione post partum nonostante sia un fenomeno maggiormente diffuso tra le donne può colpire anche un 1 neo papà su 10.
Questa ricerca è stata effettuata prendendo in esame i dati ricavati da 43 studi differenti sugli stati emotivi di 28 mila uomini, mettendo in evidenza che c’è una moderata associazione tra il rischio di depressione materna e paterna: se uno dei due genitori è depresso l’altro sicuramente ha rischi maggiori di incorrere in tale patologia, quindi, la depressione in uno dei coniugi deve porre l'attenzione clinica anche sull’altro. Allo stesso modo, la prevenzione e le azioni di intervento per la depressione nei genitori, dovrebbero essere incentrate sulla coppia e la famiglia piuttosto che sull’individuo. Infatti un gran numero di ricerche ha documentato che la sola depressione materna potrebbe influenzare in maniera negativa sia il clima famigliare che lo sviluppo del bambino tra il 10 e il 30% dei casi.
Negli uomini è stata notata una considerevole variabilità di incidenza di tale patologia tra, il periodo che precede la nascita fino a 12 mesi dopo, infatti: il 25,6 % dei neo papà sono colpiti da depressione tra il terzo e il sesto mese dopo il parto; il 7,7% durante i primi 3 mesi dalla nascita del proprio figlio e l’8% inizia a soffrire di depressione prenatale già da 12 settimane prima del parto.
C’è da dire anche, che a livello geografico, i papà più colpiti da depressione sono quelli degli Stati Uniti con il 14,1 % contro l’8,2% a livello internazionale.
Per quanto riguarda le cause che possono portare al sorgere di tale problema per gli uomini e le donne sono diverse. Mentre nella donna la depressione ha cause ormonali, per gli uomini dipende soprattutto dal rapporto con l’esperienza della paternità: la depressione sarebbe una sorta di risposta a tale situazione di cambiamento dovuta dalla diminuzione delle ore di sonno, al dover affrontare nuove spese e alla paura che un figlio possa rovinare il rapporto coniugale, in quanto tutte le energie della coppia specie quelle della mamma si concentrano sul nuovo arrivato, mettendo sullo sfondo, in particolar modo nei primi mesi, il rapporto con il proprio partner. Ma la causa che incide in maniera sostanziale è la paura e la responsabilità di essere padre.
Questa ricerca mette in evidenza che, per quanto meraviglioso possa rivelarsi l’evento di una nascita, i neo genitori vengono sottoposti a forti pressioni fisiche, pratiche e psicologiche, per questo è bene tutelare la salute di entrambi e non solo concentrarsi sulla madre.
Paulson et. al. invitano a prestare attenzione anche ai sintomi depressivi paterni, non solo per la salute dei neo papà, ma perché vi è la possibilità che possa avere effetti notevoli sullo sviluppo emotivo e comportamentale del bambino.
Pertanto la ricerca futura si dovrebbe concentrare su entrambi i genitori per esaminare sia l’insorgenza che il decorso della depressione post- partum, aumentando così le possibilità di prevenzione e di trattamento precoce, soprattutto perché a pagarne le conseguenze non è solo il genitore, ma ne risente anche il clima familiare così da influenzare in maniera negativa la crescita del bambino, poiché tra tutti i componenti della famiglia è quello più debole.
A cura del dott. Massimiliano Stocchi e di Serena Ranalli
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