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Da sempre la psicologia sottolinea l’importanza del legame di attaccamento dei primi anni di vita con la propria madre o il caregiver in generale, in quanto più vitale per il benessere del bambino di qualsiasi altra relazione successiva e in quanto considerato da molti il modello in base al quale saranno improntate tutte le relazioni future.
In particolare, un bambino che sperimenta una relazione con il proprio caregiver di fiducia, sicurezza e protezione con buone probabilità sarà in futuro un adulto in grado di costruire i suoi rapporti con l’altro in modo positivo, nei termini di consapevolezza degli eventi sia positivi che negativi e dei propri limiti.
Oggi questo sembra trovare un riscontro anche a livello neuroanatomico: cure particolarmente attente ed amorevoli influiscono positivamente sul nostro cervello, in modo specifico sull’ippocampo.
Infatti bambini in età prescolare (3-5 anni) sono stati testati insieme alle loro madri da un gruppo di ricerca guidato da Joan Luby, docente di psichiatria presso la Washington University School of Medicine di St. Louis. Nel dettaglio, è stato osservato il comportamento delle mamme nel tentare di gestire un momento particolarmente frustrante per i loro piccoli: messi davanti a dei pacchi regalo colorati e pieni di sorprese, dovevano trattenersi dall’aprirli fino a quando le mamme non avessero terminato una serie di test.
In seguito all’osservazione i ricercatori hanno diviso le mamme in due gruppi: quelle che erano state più attente ed amorevoli (accudenti) da un lato, e quelle più distaccate e/o rimproveranti dall’altro. Dopo qualche anno , quando i bambini avevano dai 7 ai 10 anni, 92 di essi sono stati sottoposti a risonanza magnetica al cervello. Le scansioni hanno mostrato che i bimbi le cui madri erano state rassicuranti ed amorevoli avevano l’ippocampo di maggiori dimensioni (10%) rispetto agli altri le cui mamme non erano rientrate nel gruppo “accudenti”.
L’ippocampo è una regione cerebrale chiave per quel che riguarda l’apprendimento e la memoria e “questo studio”, pubblicato peraltro sulla rivista on-line Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), “dimostra concretamente che una così importante area del cervello è più sana e ben sviluppata nei bambini che ricevono un più ricco accadimento”, sottolinea Luby.
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