L’allattamento in infanzia: oltre al latte c’è di più

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L’allattamento in infanzia rappresenta non solo un bisogno fisiologico ma il prototipo delle sue relazione umane. Infatti, alimentarsi, ha per gli individui una duplice valenza: rappresenta sia il soddisfacimento al bisogno fisiologico della fame che il nutrimento psicologico, un’esperienza comunicativa e relazionale e ciò, investirebbe ogni fase della vita.

Inoltre, il processo di nutrizione, oltre a quello della fame, soddisfa numerosi altri bisogni come: il contatto corporeo, il legame di attaccamento (nel quale trovano soddisfacimento sia i desideri fisici che quelli affettivi), gli scambi sociali.

Attraverso l’allattamento, la madre non si limita ad offrire del latte al suo piccolo, ma crea con lui un legame.

Quindi, dato che l’allattamento va oltre il semplice soddisfacimento fisiologico, anche una madre che non allatta al seno, può essere in grado di essere «nutriente» tanto quanto una madre che allatta al seno, dato che attraverso l’atto dell’allattamento, sia se esso avviene in modo naturale che artificiale, vengono favoriti diversi aspetti della relazione madre-bambino.

Cosa favorisce l’allattamento?

  • Favorisce il contatto fisico
  • Favorisce il contatto visivo
  • Favorisce il contatto olfattivo

Proprio perciò, è importante che anche la madre che allatta artificialmente, viva tale momento non solo come un dovere nutrizionale, ma anche e soprattutto, come un momento di sostegno ed intima relazione con il proprio figlio.

L’allattamento rappresenta quindi sia per la madre che per il bambino, un momento unico ed irripetibile, un momento di intimo ed intenso incontro, un momento di nutrimento psicofisico e di reciproco soddisfacimento all’interno di una relazione di profondo amore.

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