Routine quotidiana: bambini dimenticati in macchina

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Ogni giorno compiamo le stesse azioni: una routine quotidiana stabilita per cui si esce di casa, si accompagnano i bambini al nido o a scuola e si va di corsa in ufficio.

Ogni giorno automaticamente il nostro corpo è come se andasse da solo, tanto che non ci ricordiamo se abbiamo chiuso bene la porta di casa o spento la luce in camera: succede perché sono comportamenti ormai automatizzati (routine quotidiana) e mentre il nostro corpo compie determinate azioni, intanto la nostra mente sta già pensando alle mille altre cose da fare.

Succede che poi un giorno, un maledettissimo giorno, pensiamo di aver già lasciato nostro figlio al nido e andiamo in ufficio; lui dorme nel seggiolino, lo sguardo non si posa per niente sui sedili posteriori, e non c’è possibilità di accorgerci di nulla: con i mille pensieri in testa chiudiamo la macchina parcheggiata e corriamo in ufficio.

La nostra giornata continua la sua routine quotidiana, come qualunque altra, fino a quando non arriva l’ora del rientro, l’ora in cui nostro figlio esce dall’asilo e squilla il telefono perché il bimbo in asilo non è mai arrivato.
Sembra impossibile, invece succede, anche troppo spesso, tanto che ogni anno con le prime giornate calde, si sentono notizie inaccettabili di bambini morti perché dimenticati in auto.

La prima cosa che viene da fare è giudicare: mamme indegne, papà sciagurati…

Invece di giudicare genitori disperati, una rispettosa sospensione di giudizio e presa di coscienza di un rischio sempre presente per tutti, la conoscenza delle cause di questi eventi, potrebbe aiutare a non doverci trovare, nostro malgrado, nella stessa orribile e inaccettabile situazione.
Cosa succede alla mente quando dimentichiamo nostro figlio in auto?
Perché succede?
Come posso evitare che succeda?

Sono queste alcune domande a cui proviamo a dare una risposta, anche se non bisogna mai generalizzare.
Cosa succede alla mente quando dimentichiamo nostro figlio in macchina?

E’ possibile che il nostro cervello menta a se stesso: ricordiamo di aver compiuto un’azione, ma si tratta di un falso ricordo. I falsi ricordi si verificano per le azioni automatiche, quelle che compiamo tutti i giorni e che quindi facciamo senza pensare (routine quotidiana). E’ come se il nostro cervello andasse in black-out: una tra le azioni automatiche che tutti i giorni compiamo in una sequenza fissa salta, ma per la nostra mente è come se fosse stata portata a termine, come sempre.
Perché succede? Perché il nostro cervello va in black-out e nascono falsi ricordi?

Non c’è una spiegazione causale lineare, ma si possono identificare dei fattori di rischio: sovraccarico di stress, stanchezza accumulata, mancanza di sonno.

Nessuno è escluso da un tale rischio ed è importante chiedere aiuto nei periodi di stress fisico ed emotivo maggiori, per evitare di correre ai ripari quando ormai è troppo tardi.

Quindi, se dimenticare un figlio in macchina è inaccettabile, è bene andare oltre il giudizio e la condanna dei genitori protagonisti del momento, prendendoci cura del nostro benessere evitando in questo modo che la nostra mente viaggi con il pilota automatico.