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Nei contesti lavorativi dove ormai queste situazioni stressanti sono molto presenti, la valutazione dello stress risulta necessaria anche in vista del decreto 81/2008 nell’art. 28 comma 1 “Oggetto della valutazione dei rischi”: essa deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004.
“Lo stress consiste in una transazione fra la persona e l’ambiente nella quale la situazione è valutata dall’individuo come eccedente le proprie risorse e tale da mettere in pericolo il suo benessere” (Lazarus e Folkman, 1984).
E' chiaro ormai che i fattori legati al luogo di lavoro rappresentano i principali responsabili di malattie, stress, esaurimento, danneggiando, con la conseguente diminuzione della produttività e dell’efficacia, sia il lavoratore che l’organizzazione. Situazioni particolarmente stressanti, in operatori che svolgono “professioni di aiuto”, possono portare alla cosiddetta “sindrome del Burn-out” dalla quale deriva un senso di impotenza acquisita che genera un esaurimento di energie che può avere molteplici manifestazioni: sintomi fisici (fatica, mal di testa frequenti ecc.), sintomi psicologici (sensi di colpa, scarsa fiducia in sè), reazioni comportamentali sul luogo di lavoro (assenze, ritardi frequenti ecc.), cambiamenti di atteggiamento nei confronti del paziente (chiusura, cinismo).
Altra situazione particolarmente stressante è rappresentata dal fenomeno del mobbing. Il mobbing è, nell'accezione più comune in Italia, un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonchè della salute psicofisica dello stesso.
I singoli atteggiamenti molesti (o emulativi) non raggiungono necessariamente la soglia del reato nè debbono essere di per sè illegittimi, ma nell'insieme producono danneggiamenti plurioffensivi anche gravi con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute, la sua esistenza.
Interventi sullo stress lavoro-correlato
Sviluppo strategie di coping
Per gestire le richieste esterne poste dalle interrelazioni persona-ambiente che vengono valutate come eccedenti le risorse possedute.
Il Training Autogeno
Tecnica di rilassamento basata sulla correlazione tra stati psichici e aspetti somatici dell'individuo. Ogni esperienza viene mediata dal corpo: attraverso questo si può accedere, usando una sorta di "corsia preferenziale", all'origine dell'esperienza stessa. Indurre volontariamente, a livello corporeo, delle risposte tipiche degli stati di quiete di un soggetto ha riflessi sull'autopercezione, a livello cognitivo, della propria condizione emozionale, da una parte e dall'altra produce una risposta somatica congrua con l'induzione stessa. La pratica del training autogeno ha tra le sue finalità un maggior controllo dello stress, dell'ansia, una riduzione generale della tensione emotiva e il recupero delle energie, anche grazie a un ridimensionamento spontaneo delle emozioni negative "allegate" a determinati vissuti. Le modifiche che si producono con un adeguato allenamento hanno carattere di stabilità e costanza nel tempo.
Tecnica delle “visualizzazioni”
Con le visualizzazioni associate ad uno stato di rilassamento muscolare in un ambiente il più tranquillo possibile, il soggetto rimane immerso nella sua produzione immaginifica . Le immagini, auto od etero-indotte, saranno tanto più efficaci quanto più risulteranno essere gestite ed alimentate dal soggetto.
La “tecnica della scrittura”
Utilizzata per la prima volta a scopo terapeutico da Pennebaker, è risultata avere effetti positivi sullo stato psicologico e fisico nei soggetti trattati. E’ stato dimostrato che riuscire a tradurre in parole le esperienze stressanti dalle quali si è rimasti colpiti emotivamente, ha un impatto positivo sullo stato di salute in generale. L’atto di costruire narrazioni sia un naturale processo umano, grazie al quale gli individui riescono a comprendere le proprie esperienze “passate ed attuali” e se stessi; il narrare una storia, infatti, consente di ricordare e organizzare gli eventi in modo logico e nello stesso tempo, di integrare pensieri e sentimenti personali, agevolando anche una ricostruzione coerente della propria storia e delle emozioni legate a possibili eventi traumatici.
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