Ah quanti di noi ricordano con entusiasmo e soddisfazione il giorno della loro laurea! Quante emozioni e quanta gioia pervadevano il nostro cuore e la nostra giornata. Ma quando la magia di quel giorno e tutta la stanchezza e lo stress che lo hanno determinato svaniscono come ci siamo sentiti?
Molti di noi, già dal primo giorno dopo la laurea, hanno iniziato a pensare al tirocinio post-laurea, alla compilazione e all’invio del proprio curriculum vitae, alla ricerca di un lavoro che soddisfi a pieno le nostre aspirazioni professionali. Siamo entusiasti di iniziare un tirocinio professionalizzante e nel nostro campo di interesse ma, il più delle volte, esso risulta deludente. Intanto, la nostra motivazione cala, ci sentiamo sempre più apatici e passivi, aumenta la frustrazione. Allora, cerchiamo di inventarci il lavoro, accettiamo contratti a tempo determinato (o non propriamente definito) o, nella peggiore delle ipotesi, aspettiamo inerti che qualcuno ci chiami per un colloquio in un qualsiasi posto di lavoro. Intanto restiamo DISOCCUPATI!
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Attualmente si usa il termine Burnout per richiamare l’attenzione su le possibili conseguenze dello stress lavorativo soprattutto nelle helping professions. L’insorgenza della suddetta sindrome sarebbe determinata dalla mancanza di tempo libero, da orari e turni estenuanti, da un carico emotivo eccessivo, dalla percezione di un senso di impotenza (ovvero, non riuscire ad influire sull’esito di un evento), quando viene a mancare un senso di sostegno sociale all’interno dell’ambiente lavorativo (come per esempio non è presente nessun tipo di cooperazione tra colleghi) e mancanza di equità nel contesto lavorativo, da questioni che riguardano l’identità professionale e/o personale e, infine, da preocupazioni economiche e dall’incapacità di equilibrare la vita professionale con le esigenze personali.
Negli ultimi anni, all’interno del contesto accademico, si affermano sempre più le attività che danno spazio alla riflessione e al confronto tra studenti proprio per agevolare il benessere degli stessi.
Queste attività solitamente nascono come laboratori (momenti in cui la pratica si integra con la teoria) nei quali gli studenti hanno la possibilità di raccontarsi e dunque di conoscersi ripercorrendo gli anni della formazione universitaria dando spazio, sostegno e voce al pensiero, alle riflessioni e alle difficoltà.