Si è alzato un polverone di polemiche al ateneo di Chieti a causa di una provocatoria pagina Facebook "Psicologia a Chieti ancora a numero aperto per accogliere immigrati terroni".
Tanti gli iscritti al famoso social network che hanno contestato la pagina postando i loro commenti sdegnati. Le tante polemiche hanno spinto i rappresentati degli studenti di Azione Universitaria a segnalare alle autorità competenti l’accaduto.
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In uno studio tratto dalla rivista “Psicologia della Salute”, gli autori Bruna Porretta, Elvira Cicognani e Bruna Zani, hanno indagato la relazione tra l’utilizzo di sostanze psicoattive e scopi di vita, all’interno di un campione di 698 studenti universitari di età compresa tra i 19 e i 30 anni.
La fuga dei cervelli ci costa quasi un miliardo di euro all'anno. E' quanto emerge incrociando i dati sul costo sostenuto dallo Stato italiano per la formazione dei propri studenti e quelli pubblicati qualche giorno fa dall'Istat sulle "Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente", anche per scopi lavorativi. L'istituto nazionale di statistica nel 2011 ha rilevato un vero e proprio boom di laureati con oltre 25 anni di età in fuga verso l'estero, soprattutto in cerca di occupazione. La crisi economica nel nostro Paese non dà ormai possibilità di lavoro neppure ai laureati più brillanti, che cercano fortuna oltre confine.
Attualmente si usa il termine Burnout per richiamare l’attenzione su le possibili conseguenze dello stress lavorativo soprattutto nelle helping professions. L’insorgenza della suddetta sindrome sarebbe determinata dalla mancanza di tempo libero, da orari e turni estenuanti, da un carico emotivo eccessivo, dalla percezione di un senso di impotenza (ovvero, non riuscire ad influire sull’esito di un evento), quando viene a mancare un senso di sostegno sociale all’interno dell’ambiente lavorativo (come per esempio non è presente nessun tipo di cooperazione tra colleghi) e mancanza di equità nel contesto lavorativo, da questioni che riguardano l’identità professionale e/o personale e, infine, da preocupazioni economiche e dall’incapacità di equilibrare la vita professionale con le esigenze personali.













