Lunedì, Maggio 20, 2013
   
Text Size


       

Articoli

STUDIARE? FA BENE AL CUORE E ALLUNGA LA VITA!

Università - Articoli

AddThis Social Bookmark Button

Studiare

Studiare e laurearsi oggi sembrano avere sempre meno importanza, soprattutto per quanto riguarda la loro utilità nel mondo del lavoro. Ma, secondo una ricerca statunitense, il sospirato “pezzo di carta” a qualcosa invece serve. Stando alla ricerca, infatti, lo studio fa bene alla salute e in particolare alla pressione sanguigna soprattutto nelle donne.

Lo studio, pubblicato sul Bmc Public Health, è stato condotto da Eric Loucks e dai suoi colleghi della Brown University ed ha coinvolto 3890 individui appartenenti al Framingham Offspring Study dal 1971 al 2001.


In questo studio i ricercatori hanno monitorato per circa 30 anni la salute dei partecipanti prendendo in considerazione anche fattori come fumo, alcool ed assunzione di farmaci. Ad ogni visita e controllo i partecipanti venivano sottoposti ad anamnesi, esami fisici, antropometria di laboratorio e valutazione dei fattori di rischio per malattie cardiovascolari. I dati ottenuti hanno evidenziato che coloro che avevano studiato fino alla laurea, presentavano bassi rischi di malattie cardiache correlate, quindi, con valori più bassi di pressione sanguigna. In particolare i risultati hanno mostrato che le donne con un basso livello di istruzione registravano una pressione arteriosa di più 3,26 punti rispetto alle donne con un più alto livello di istruzione. Secondo i ricercatori, inoltre, le donne con bassi livelli di istruzione mostravano maggiore probabilità di soffrire di depressione, vivere in aree povere, diventare genitori single ed essere disoccupate, tutti elementi che incidono fortemente sulla salute del cuore. Questi risultati forniscono, dunque, la prova che l’istruzione può essere un potenziale fattore di rischio per malattie cardiache.

Inoltre, è stato recentemente dimostrato che studiando si può vivere più a lungo. Ad affermare ciò è stata una ricerca dell'University College di Londra e parte del più ampio progetto Whitehall II. Gli studiosi, guidati da Andrew Steptoe, hanno analizzato la lunghezza dei telomeri di 448 pazienti, di età compresa tra 53 e 76 anni, con diversi livelli di istruzione. I telomeri sono sequenze ripetute di Dna che proteggono le estremità dei cromosomi, fondamentali nell'evitare la perdita di informazioni durante la duplicazione dei cromosomi stessi, rappresentano anche importanti indici di invecchiamneto cellulare. E’ stato dimostrato che i soggetti con un basso livello culturale mostravano un numero maggiore di telomeri corti.

Associazione questa rimasta significativa anche dopo aver preso in considerazione le circostanze socio-economiche degli individui. Né il reddito, né l’occupazione, infatti, erano legati alla lunghezza dei telomeri. Possiamo quindi affermare che studiare fa bene alla salute, aiuta a mantenersi giovani e a proteggerci da malattie cardiache e se ciò può aiutarci ad entrare nel sempre più tortuoso mondo del lavoro ben venga!

Fonte: “Associations of education with 30 year life course blood pressure trajectories: Framingham Offspring Study.” Loucks EB, Abrahamowicz M, Xiao Y, Lynch JW , Bmc Public Health 2011 Feb 28;11:139.

“Educational attainment but not measures of current socioeconomic circumstances are associated with leukocyte telomere length in healthy older men and women.” Steptoe A, Hamer M, Butcher L, Lin J, Brydon L, Kivimäki M, Marmot M, Blackburn E, Erusalimsky JD, Brain Behav Immun. 2011 Apr 23.

 

A cura di Fabiana Baldassini e Dott. Massimiliano Stocchi

 

LA SINDROME ERASMUS

Università - Articoli

AddThis Social Bookmark Button

Il Progetto Erasmus (European Action Scheme for the Mobility of University Students) costituisce il mezzo attraverso il quale l’Uninione Europea intende sostenere l’istruzione superiore e promuovere la mobilità e lo scambio degli studenti fra i Paesi membri della Comunità ed altri Stati convenzionati.

L’obiettivo del Progetto Erasmus è quindi quello di fornire agli studenti interessati la possibilità di una più approfondita dimensione europea degli studi, offrendo l’opportunità inoltre di vivere un’esperienza personale di vita in uno Stato diverso dal proprio.



Negli ultimi anni si è delineata una vera e propria sindrome che coglierebbe tutti gli studenti, con intensità e durata differente, che partecipano a questo progetto. Stando ai recenti studi condotti sull’argomento pare che i sintomi si manifestino ancor prima del temuto rientro e che la sindrome colpirebbe in 4 fasi:

  1. Prima di partire: agitazione, nervosismo, paura. Non si vede l'ora di andare via, ma allo stesso tempo si trova ogni giorno un presunto motivo in più per non partire. Si prova a resistere e a raccogliere informazioni che potranno essere utili: numeri di telefono, indirizzi, contatti, e-mail … etc …;
  2. Appena giunti: ci si sente estranei (e infatti lo si è), si ha difficoltà con la lingua del posto, le case sembrano tutte non molto confortevoli, il cibo non appare buono, mancano gli affetti e si è tentati di ripartire, ma si resiste e si passa il primo periodo a conoscere persone nelle stesse condizioni per poi socializzare anche con altri;
  3. Prima di ripartire per l'Italia: ci si sente nati per vivere nella città dove ci si trova, non si sopportano più gli italiani, ci si senti liberi, si vuole prolungare il più possibile il periodo di studi all'estero;
  4. Dopo il rientro in Italia (se si rientra in Italia): ci si sente estranei, ci si sente soffocare, si vuole fuggire, si vuole tornare nell’amata città straniera. Si resiste. Una volta tornati in Italia ripartire sarebbe una follia, dunque si studia, ci si laurea e magari si pensa subito ad un post-lauream all'estero.

Soprattutto una volta rientrati dunque, la maggior parte degli studenti vivrebbe una sorta di depressione, tra la nostalgia e l’apatia, a causa delle differenze con il proprio ambiente, delle difficoltà a condividere l’esperienza, dell’idealizzazione del Paese straniero, del ripiegamento su se stessi.

L’Erasmus equivale ad un rito di passaggio dei giorni nostri: lasciare la città d'origine, i genitori, e ritrovarsi in una situazione sconosciuta con altri pari è una prova che, una volta superata, non deve far dimenticare la necessità di anticipare e di pensare al rientro. Lo studente, lasciato solo con la propria esperienza, finisce spesso per sentirsi straniero in patria e non riuscire a condividere l'anno all'estero in ambito familiare. Questa “elaborazione del lutto”, tra depressione e idealizzazione, è assolutamente normale sempre che non duri più di qualche settimana. In realtà la malinconia del rientro è come se segnasse l’ingresso nell’età adulta e la perdita di un mondo ideale. Tocca in parte anche alle università farsi carico del rientro dei propri studenti, accompagnandoli in questa fase di passaggio senza la quale l’esperienza può diventare un disastro. Ruolo degli adulti è quello di aiutare i ragazzi a crescere.

Nel cercare di trovare un equilibrio emozionale, si può anche provare a rendere il dolore meno acuto per esempio continuando a viaggiare, mantenendo i contatti anche a migliaia di chilometri di distanza, oppure entrando in un’ associazione Erasmus per conoscere gli stranieri che arrivano nella propria città o progettando l’obiettivo di una futura esperienza all’estero magari di specializzazione o lavorativa.


a cura della dott.ssa Laura Gazzella

   

NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI: IL RIPOSO E' L'ARMA VINCENTE

Università - Articoli

AddThis Social Bookmark Button

Dormirci su. È questo il modo migliore per affrontare la vigilia degli esami: momento impegnativo e ansiogeno. Abbandonare caffeina ed energy drink, che rischiano di mandare a monte ogni progetto di dormire con serenità e affrontare meglio gli impegni del giorno dopo. 
Che il sonno sia una strategia vincente per memorizzazione e concentrazione è noto alla letteratua scientifica.

Leggi tutto: NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI: IL RIPOSO E' L'ARMA VINCENTE

   

EMOZIONE DOCENTE VS MOTIVAZIONE STUDENTE: QUALE RAPPORTO?

Università - Articoli

AddThis Social Bookmark Button

 

Poggi, Bartolucci e Violininel (2004) sottolineano come l’apprendimento sia particolarmente influenzato da quelle componenti cognitive ed emotivo-motivazionali che accompagnano il successo e l'insuccesso scolastico, in particolare, i concetti di “competenza ”, “autoefficacia ”, “stile attributivo ” e “autostima”.

Dunque esisterebbero almeno quattro meccanismi motivazionali che, attraverso una diversa interazione tra fine ed emozioni,  generano scopi epistemici, ossia la “voglia di conoscere”.

Leggi tutto: EMOZIONE DOCENTE VS MOTIVAZIONE STUDENTE: QUALE RAPPORTO?

   

ESSERE STUDENTE: IL VALORE DELLE EMOZIONI NEL PERCORSO UNIVERSITARIO

Università - Articoli

AddThis Social Bookmark Button

Spesso viviamo con il luogo comune che gli studenti hanno “la vita facile” e sono ancora lontani dalle preoccupazioni lavorative, dalle responsabilità e dalle scelte importanti. A volte l’essere studente non è un aspetto particolarmente compreso dal mondo degli adulti...

In realtà l’età della formazione universitaria coincide con una fase cruciale del processo di formazione dell’identità personale e professionale. Lo studente che intraprende questo nuovo percorso mette realmente alla prova se stesso, la propria scelta e le proprie capacità.

Leggi tutto: ESSERE STUDENTE: IL VALORE DELLE EMOZIONI NEL PERCORSO UNIVERSITARIO

   

Pagina 2 di 4

Benessere studentesco

Spot Università

Link Università

 

IGEA Centro Promozione Salute
www.igeacps.it
IGEA Centro Promozione Salute
www.igeacps.it
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

COLLABORA

Vuoi collaborare con IGEA C.P.S. - Invia il tuo C.V. direttamente al nostro Portale da QUI

 


IGEA Centro Promozione Salute             Via Pisa 6 Pescara - 348.6616421      - Dove siamo                                                                                                         

                                                 









               

Chi siamo - Dove siamo - Contatti - Siti segnalati - Pubblicità


SCAMBIO LINK