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Studiare e laurearsi oggi sembrano avere sempre meno importanza, soprattutto per quanto riguarda la loro utilità nel mondo del lavoro. Ma, secondo una ricerca statunitense, il sospirato “pezzo di carta” a qualcosa invece serve. Stando alla ricerca, infatti, lo studio fa bene alla salute e in particolare alla pressione sanguigna soprattutto nelle donne.
Lo studio, pubblicato sul Bmc Public Health, è stato condotto da Eric Loucks e dai suoi colleghi della Brown University ed ha coinvolto 3890 individui appartenenti al Framingham Offspring Study dal 1971 al 2001.
In questo studio i ricercatori hanno monitorato per circa 30 anni la salute dei partecipanti prendendo in considerazione anche fattori come fumo, alcool ed assunzione di farmaci. Ad ogni visita e controllo i partecipanti venivano sottoposti ad anamnesi, esami fisici, antropometria di laboratorio e valutazione dei fattori di rischio per malattie cardiovascolari. I dati ottenuti hanno evidenziato che coloro che avevano studiato fino alla laurea, presentavano bassi rischi di malattie cardiache correlate, quindi, con valori più bassi di pressione sanguigna. In particolare i risultati hanno mostrato che le donne con un basso livello di istruzione registravano una pressione arteriosa di più 3,26 punti rispetto alle donne con un più alto livello di istruzione. Secondo i ricercatori, inoltre, le donne con bassi livelli di istruzione mostravano maggiore probabilità di soffrire di depressione, vivere in aree povere, diventare genitori single ed essere disoccupate, tutti elementi che incidono fortemente sulla salute del cuore. Questi risultati forniscono, dunque, la prova che l’istruzione può essere un potenziale fattore di rischio per malattie cardiache.
Inoltre, è stato recentemente dimostrato che studiando si può vivere più a lungo. Ad affermare ciò è stata una ricerca dell'University College di Londra e parte del più ampio progetto Whitehall II. Gli studiosi, guidati da Andrew Steptoe, hanno analizzato la lunghezza dei telomeri di 448 pazienti, di età compresa tra 53 e 76 anni, con diversi livelli di istruzione. I telomeri sono sequenze ripetute di Dna che proteggono le estremità dei cromosomi, fondamentali nell'evitare la perdita di informazioni durante la duplicazione dei cromosomi stessi, rappresentano anche importanti indici di invecchiamneto cellulare. E’ stato dimostrato che i soggetti con un basso livello culturale mostravano un numero maggiore di telomeri corti.
Associazione questa rimasta significativa anche dopo aver preso in considerazione le circostanze socio-economiche degli individui. Né il reddito, né l’occupazione, infatti, erano legati alla lunghezza dei telomeri. Possiamo quindi affermare che studiare fa bene alla salute, aiuta a mantenersi giovani e a proteggerci da malattie cardiache e se ciò può aiutarci ad entrare nel sempre più tortuoso mondo del lavoro ben venga!
Fonte: “Associations of education with 30 year life course blood pressure trajectories: Framingham Offspring Study.” Loucks EB, Abrahamowicz M, Xiao Y, Lynch JW , Bmc Public Health 2011 Feb 28;11:139.
“Educational attainment but not measures of current socioeconomic circumstances are associated with leukocyte telomere length in healthy older men and women.” Steptoe A, Hamer M, Butcher L, Lin J, Brydon L, Kivimäki M, Marmot M, Blackburn E, Erusalimsky JD, Brain Behav Immun. 2011 Apr 23.
A cura di Fabiana Baldassini e Dott. Massimiliano Stocchi
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