Descrizione
GUIDA IN FORMATO DIGITALE
La Guida “Mano pronta, Scrittura fluida” affronta in modo scientifico e operativo lo sviluppo del gesto grafico nel bambino, fornendo linee guida per la prevenzione e il trattamento della disgrafia.
Basi Neurofisiologiche e Funzionali
Funzionamento Cerebrale: Scrivere a mano attiva circuiti sensori-motori complessi, coinvolgendo aree cerebrali deputate a memoria, linguaggio e pensiero. La collaborazione tra emisfero sinistro (elaborazioni verbali, logiche e controllo mano dominante) e destro (emotività, abilità visuo-spaziali, creatività) è fondamentale.
Neuroni Specchio: Il sistema dei neuroni specchio è cruciale nelle fasi iniziali di apprendimento per imitazione, consentendo al bambino di rappresentare mentalmente e riprodurre gesti grafici osservati.
Sistemi Sensoriali: L’apprendimento della grafia si fonda sull’integrazione dei sistemi vestibolare (equilibrio e orientamento), tattile (pressione e superficie), propriocettivo (posizione del corpo) e visivo (discriminazione e controllo).
Sviluppo del Grafismo
Tappe Evolutive: Il processo evolve dalla motricità grafica (13-14 mesi – 3 anni) al grafismo (3-6 anni), fino alla scrittura vera e propria dai 5-6 anni in poi.
Requisiti: Una buona scrittura richiede prassie sequenziali, lateralizzazione, schema corporeo acquisito, controllo tonico-posturale e coordinazione occhio-mano.
Disgrafia e Difficoltà
Disgrafia Disprassica: Viene descritta come un disturbo funzionale nelle prassie, causato da difficoltà nella pianificazione del gesto e controllo del tratto.
Segnali d’Allarme: Difficoltà visuo-spaziali, goffaggine, iper/ipotonicità, scarse capacità organizzative e permanenza di riflessi arcaici (come il riflesso prensile) possono predire difficoltà grafomotorie.
Intervento Riabilitativo
Approccio: Il metodo proposto enfatizza l’educazione psicomotoria, il movimento globale, le tecniche pittografiche e scrittografiche, e l’importanza del corsivo per favorire fluidità e ritmo.
Didattica: Si suggerisce di insegnare il corsivo fin dall’inizio, rispettando la maturazione del bambino e utilizzando supporti che favoriscano la mobilità (lavagne verticali, fogli grandi) prima di passare alla carta.
Argomenti trattati dalla Guida:
1. Neurofisiologia della Scrittura a Mano
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Scrittura a mano vs Digitazione: Analisi delle ragioni per cui la scrittura con la penna sia insostituibile nel XXI secolo. Scrivere a mano attiva un circuito sensori-motorio esteso e stimola aree cerebrali legate a pensiero, memoria e linguaggio in modo nettamente superiore rispetto all’uso della tastiera.
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Specializzazione Emisferica:
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Emisfero Sinistro: Deputato all’elaborazione verbale, decodifica fonologica, pensiero analitico-astratto, successioni temporali e controllo della mano dominante destra.
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Emisfero Destro: Legato a emotività, abilità visuo-spaziali, percezione d’insieme, ritmo, immaginazione e schema corporeo.
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Il Network Esteso della Scrittura: Coinvolgimento della corteccia parietale superiore e posteriore (centri di immagazzinamento delle tracce visuo-cinestetiche), del lobo frontale (area frontale grafemico-motoria), della regione premotoria (movimenti saccadici), del cervelletto anteriore destro (controllo motorio fine e tempo) e del talamo sinistro.
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Ruolo dei Neuroni Specchio: Funzionamento di questi neuroni visuo-motori nell’apprendimento della scrittura per imitazione ed esecuzione gestuale. L’ipotesi che un loro deficit sia alla base delle difficoltà organizzative della grafia.
2. L’Integrazione Sensoriale alla base della Grafia
Il testo approfondisce l’influenza dei quattro sistemi sensoriali principali sulla scrittura e i segnali di una loro disfunzione:
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Sistema Vestibolare: Responsabile di equilibrio, tono muscolare, controllo posturale del tronco/capo e stabilità del campo visivo (inseguimento lavagna-banco). Segni di disfunzione: Ipotonia, rapida affaticabilità, perdita del rigo o inversione di lettere (b-d-p-q).
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Sistema Tattile: Importante per la discriminazione specifica di mani e dita. Fornisce feedback sulla pressione e sulla presa della penna. Segni di disfunzione: Difficoltà nelle AVQ (allacciarsi, abbottonare), prensione scorretta, impugnature tese o tendenza a mettere gli oggetti in bocca.
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Sistema Propriocettivo (o Cinestetico): Consente la consapevolezza corporea nello spazio e il dosaggio della forza sul foglio. Segni di disfunzione: Goffaggine, incapacità di regolare la pressione del tratto (pressione troppo forte che buca il foglio o troppo debole), scarso allineamento del braccio.
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Sistema Visivo: Distinzione tra vista (innata) e visione (capacità appresa di interpretare i dati). Importanza dei movimenti oculari saccadici per la lettura e l’andare a capo correttamente. Segni di disfunzione: Scrittura storta, inclinazione anomala del capo, perdita del segno visivo.
3. Riflessi Primitivi e Maturazione della Mano
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Il Riflesso Prenstile Palmare (Grasping): Analisi del riflesso dalla nascita fino all’integrazione attesa entro i 2-3 mesi per lasciare spazio alla presa a pinza volontaria.
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Effetti della mancata integrazione a lungo termine: Rigidità manuale, impossibilità di una presa a tripode funzionale (causa di potenziale disgrafia), problemi di linguaggio e comparsa di sincinesie oro-buccali (movimenti della bocca mentre si scrive o si disegna).
4. Tappe di Sviluppo del Grafismo e Requisiti
Il percorso grafico viene suddiviso in tre macro-tappe evolutive:
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Grafomotricità (13/14 mesi – 3 anni): Evoluzione automatica secondo la legge prossimo-distale, vissuta come gioco ed espressione emotivo-relazionale, senza necessità di controllo visivo o cognitivo. Compaiono i primi punti e linee.
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Grafismo (3 anni – Adolescenza): Capacità di realizzare forme e disegni secondo regole spazio-temporali con forte intervento del controllo visivo e cognitivo (es. tratti paralleli, spirali, omino cefalopode).
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Scrittura (Dai 5 anni in poi): Prassia sequenziale specializzata basata sullo spazio rappresentato, che richiede l’automatizzazione dei movimenti di inscrizione (Piccola Progressione: dita, mano, polso per tracciare le lettere) e di progressione (Grande Progressione: spalla, braccio, avambraccio per scorrere da sinistra a destra).
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I Requisiti Scolastici: Critica all’uso precoce ed eccessivo di schede prestampate e di ricalco nella scuola dell’infanzia; focus sulla necessità di strutturare prima i requisiti prassico-motori e cognitivi attraverso il corpo e il movimento.
5. Analisi dei Requisiti della Scrittura ed Esercizi Pratici
La dispensa dedica ampie sezioni operative all’allenamento dei singoli requisiti prassici:
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Motricità Globale e Controllo Tonico: Importanza dell’equilibrio e del tono muscolare (il tono blando crea tratti sfumati; il tono intenso crea tratti troppo marcati). Esercizi: Camminate speciali, rotolamenti, salti ritmici, giochi di immobilizzazione.
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Coordinazione Oculo-Manuale: Tappe di sviluppo e abilità di coniugare vista e movimento della mano. Esercizi: Lanci e ricezioni di palle di vario peso/dimensione, percorsi balistici, giochi di destrezza.
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Schema Corporeo e Lateralità: Distinzione tra lateralità innata (cerebrale) e d’uso (corporea). Condizione di dislateralità e lateralità crociata. Esercizi: Denominazione parti del corpo, assunzione e imitazione di posture statiche e dinamiche (con relative tavole illustrate incluse nel testo).
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Gestione dello Spazio e del Tempo (Ritmo): Uso dei concetti topologici sul foglio (righe, quadretti, margini) e importanza del ritmo grafico. Esercizi: Costruzione di percorsi macro-spaziali trasferiti poi sul foglio, riproduzione di strutture ritmiche con legnetti sonori, esercizi di respirazione e conteggio abbinati al tracciato (“contare e respirare” per interiorizzare il ritmo).
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Abilità Visuo-Spaziali e Percettive: Suddivisione in discriminazione visiva, figura-sfondo, chiusura visiva e memoria visuo-spaziale. Esercizi: Puzzle, tangram, chiodini, pixel cubes, attività di simmetria tridimensionale (con specchi e bastoncini su piano verticale/orizzontale) e successiva trasposizione bidimensionale.
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Direzione, Velocità e Pressione: Gestione dei versi convenzionali (alto-basso, sinistra-destra). Disturbi della velocità (lentezza grafica vs impulsività grafica). Gestione della pressione tramite l’uso di mine a diversa durezza (H, HB, B), evitamento delle penne cancellabili e manipolazione di materiali a consistenza variabile (pongo, sabbia cinetica, creta).
6. Il Distretto Segmentario e la Gestualità Fine
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Analisi dei segmenti corporei nella scrittura: Ruolo di spalla, braccio, gomito, avambraccio (posizione in semi-supinazione sotto la riga), polso e dita.
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La Gestualità Fine e le Prattognosie: Fasi di maturazione della gestualità dai 3 ai 5 anni (mimi convenzionali, OK, stop, incrocio di dita). Rilevanza delle Autonomie della Vita Quotidiana (AVQ) come lavarsi i denti, allacciarsi le scarpe, tagliare il cibo o rifarsi lo zaino per sviluppare la pianificazione motorio-prassica bimanuale.
7. L’Impugnatura e le sue Disfunzioni
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La Prensione Corretta: La presa tridigitale o a tripode dinamica (matita retta da pollice e indice, appoggiata sulla prima falange del medio). Caratteristiche di una presa efficace.
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Evoluzione della presa: Dai 15 mesi (pugno palmare) fino ai 4-6 anni (tripode dinamica).
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Impugnature Disfunzionali: Descrizione analitica e illustrata di prese scorrette: presa supina, con indice in estensione, dita unite, a morso, a pollice interno, a uncino, a più dita, a cavalletta, “death grip” (stretta eccessiva che causa crampi e iperflessione) e con pollice rabboccato.
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Strategie di correzione: Impostazione dolce tramite il gesto della “forbice aperta o numero tre”, uso di matite triangolari, gessetti, acquerelli e ausili ergonomici (gommini).
8. Il Mancinismo: Problemi Specifici e Accorgimenti
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Analisi delle pressioni ambientali e dei disordini posturali/spazio-temporali che il mancinismo può indurre se non gestito correttamente.
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Posizione della mano rispetto alla riga: Studio delle posture sopra la riga (polso in iperflessione, grafia lenta), sotto la riga (foglio inclinato a destra, grafia più fluida) e lo spazzamento del testo.
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Scrittura a specchio: Tendenza tipica dei 5-6 anni e indicatori di persistenza legati a problemi visuo-spaziali o dislateralità.
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Accorgimenti didattici per mancini: Posizionamento del modello in alto o a destra, orientamento del foglio (inclinato a destra di 30°-45°), collocazione del bambino nel banco a sinistra rispetto al compagno destro.
9. Clinica della Disgrafia e Classificazione di Ajuriaguerra
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Disgrafia su base Disprassica: Inquadramento della disgrafia come disturbo specifico delle Funzioni Esecutive applicate agli aspetti esecutivo-motori della scrittura (difficoltà di pianificazione del gesto e controllo del tratto).
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Sintomi primari della Disgrafia: Elenco dettagliato dei segni clinici (tratto irregolare, esitazioni nell’incipit, grafemi slegati o speculari, fluttuazioni sul rigo, perdita della sequenza con conseguente disortografia secondaria).
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I 5 Gruppi di Disgrafia secondo Ajuriaguerra:
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Scritture Tese (angolose, strette, contratte).
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Scritture Molli (lettere variabili, parole “danzanti” e fluttuanti sulla linea).
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Scritture Impulsive (gesto incontrollato, tratti lanciati, frequenti ritocchi e cancellature).
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Scritture Maldestre (lente, molto disordinate, pressione variabile).
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Scritture Lente e Precise (iper-strutturate, tremolii da eccesso di precisione).
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10. Valutazione e Protocollo Riabilitativo del Gesto Grafico
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Esame Neuropsicomotorio: Struttura della valutazione clinica (postura, tono, reperti di iperlassità legamentosa, prove di dominanza e lateralità innata tramite la prova di Cacciaguerra e il test di Piaget-Head per l’attraversamento della linea mediana).
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Il Programma Grafomotorio in 4 Step:
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1° Step: Riscaldamento e rilasciamento (es. “braccio morto”, “mani nell’acqua”).
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2° Step: Tonificazione e dissociazione delle dita (es. “il pianoforte”, “la sega”, “graffi di gatto”).
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3° Step: Motricità fine e prassie bimanuali (travasi orientati da sinistra a destra, telai delle allacciature, origami).
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4° Step: Riabilitazione del gesto visuo-grafo-motorio attraverso un approccio sinergico corpo-mente.
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Supporti e Tecniche specifiche:
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Uso di macro-formati verticali e orizzontali (lavagna nera/bianca magnetica, strisce di carta in grande formato).
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Tecniche Pittografiche: Uso del pennello per arabeschi, campiture e quadrillage (distensione e regolazione del tono).
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Tecniche Scrittografiche: Esecuzione di Tracciati Scivolati (definiti “rilassamento in movimento” o segno dell’infinito per eliminare i dolori scrittori).
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Forme Prescritturali (Metodo Olivaux): Riproduzione di motivi grafici curvi che prefigurano le lettere (linee, cerchi antiorari, archi, coppe, spirali, ganci, occhielli ascendenti/descendenti, “otto” o fiocchi, onde e contorni). Il protocollo prevede una sequenza fissa: tracciato in aria ad occhi aperti/chiusi, tracciato nella sabbia/schiuma, riproduzione alla lavagna e infine sul foglio, sempre accompagnata dall’autoverbalizzazione del movimento per creare l’immagine mentale.
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11. Il Criterio Sinestetico per il Corsivo, Numeri e Scelta dei Quaderni
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Successione di presentazione delle lettere in corsivo: Introduzione simultanea di coppie di lettere per favorire la continuità del legame (es. prima le vocali associative $ae$, $ai$, $au$, $ao$; poi le consonanti $ra$, $te$, seguite da gruppi a complessità crescente fino alle lettere straniere).
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Regole esecutive dei Collegamenti: Studio dei legami specifici (ad arcata, con occhielli, con ghirlanda, con lettere tonde) e analisi degli errori più comuni (lettere non legate, collegamenti ripassati o accavallati).
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Scrittura di Numeri e Segni Matematici: Indicazioni direzionali per tracciare cifre e simboli ($+, -, \times, =, >, <$) riducendo gli errori di incolonnamento.
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Scelta dei Quaderni: Raccomandazione all’uso di quaderni sottili formato A5 con quadretti da 1 cm o rigature evidenziate/colorate. Divieto assoluto di quadernoni ad anelli o formati troppo grandi in prima istanza, poiché ostacolano il movimento progressivo del braccio.
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Perché il Corsivo Subito: Motivazioni clinico-pedagogiche (è l’evoluzione naturale dello scarabocchio, sostiene l’arousal e l’attenzione, riduce gli errori ortografici grazie alla percezione cinestetica di doppie e accenti, evita la frammentarietà indotta dallo stampatello). Il corsivo viene infine definito come uno strumento “inclusivo”, ideale per il trattamento dei Bisogni Educativi Speciali (BES)
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