LA FORMAZIONE DELL’OPERATORE CHE SI OCCUPA DI BULLISMO

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l professionista che si forma nell’area della prevenzione e intervento sociale è principalmente lo psicologo; essendo bullismo e cyberbullismo fenomeni che prendono il sopravvento in età adolescenziale, il corso è diretto principalmente a coloro i quali lavorano nell’ambito dell’età evolutiva e nella scuola.

Per quest’ultimo motivo altri professionisti che posso trarne informazioni utili e necessarie possono essere insegnanti ed educatori. In particolare la figura dello psicologo nasce da un percorso abbastanza lungo e complesso comprendente: una laurea triennale e una specialistica di un paio di anni, un percorso di tirocinio professionalizzante post-laurea, il superamento dell’esame di stato per abilitarsi alla professione e l’iscrizione all’Albo dell’ordine degli Psicologi. Una volta “nato” il professionista risulta necessario specializzarsi e per diventare esperti nella prevenzione, nell’intervento e nel contrasto a determinati fenomeni complessi e violenti, è possibile seguire master di I e II livello che si occupano di tali tematiche e più in generale che si occupino delle vulnerabilità dell’età adolescenziale.

Gli ambiti lavorativi posso essere diversi: la scuola sicuramente dovrebbe essere il luogo privilegiato per ideare ed eseguire progetti di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo con particolare rilievo e sostegno psicologico dedicato e continuativo nei confronti della vittima ma, dall’altra parte, anche sostegno, comprensione e rieducazione nei confronti del bullo. Non si deve cadere nell’errore di demonizzare il bullo e iper-proteggere la vittima, entrambi hanno bisogno, in egual modo, di aiuto e umanità.

La figura dello psicologo come esperto esterno al corpo docente può essere utile agli adolescenti per non percepire il “devo parlare con un insegnante che può potenzialmente rivelare tutto ai miei genitori”. In altre parole lo psicologo può e deve rispettare il segreto professionale. Oltre alla scuola, un altro ambito lavorativo di intervento può essere quello delle comunità di adolescenti con problematiche di svantaggio culturale, sociale ed economico. Si tratta di giovani che hanno avuto un background sfortunato e che hanno sviluppato modalità di relazione caratterizzate da violenza, soprusi e dominanza.

La figura dello psicologo può aiutarli in questo senso nel dare un’alternativa valida al loro tipico modus operandi, nel dargli la possibilità di riscoprirsi e percepirsi come persone “valide” e per questo meritevoli di una seconda chance nella vita. A prescindere che si tratti di ambienti scolastici o comunitari, importante è anche intervenire e sensibilizzare i genitori di questi adolescenti per dar loro la possibilità di comprendere la gravità di determinati comportamenti, la responsabilità anche giuridica che loro hanno essendo tutori di minori e fornendo strumenti atti a intervenire in maniera tempestiva per evitare che il danno fisico e psicologico, sia della vittima che del bullo e di tutti coloro che sono coinvolti nei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, sia e rimanga permanente. A fronte di quanto detto nelle scuole è opportuna la presenza di uno psicologo esperto e la collaborazione degli insegnanti che dal loro canto devono comprendere come intervenire nel caso in cui si accorgono di situazioni particolarmente pericolose (e il corso aiuta anche a questo); invece nelle comunità oltre alla figura dello psicologo, particolarmente importante è proprio il ruolo dell’educatore (anch’esso appositamente formato) il quale instaura un rapporto decisivo con il singolo ragazzo e può aiutare nella mediazione con lo psicologo, con i genitori e con gli altri ragazzi presenti nella comunità.