Giochi e strategie pratiche per allenare le funzioni esecutive e sostenere lo sviluppo del bambino 3-6 anni

Descrizione

GUIDA IN FORMATO DIGITALE

La Guida “Giochi e strategie pratiche per allenare le funzioni esecutive e sostenere lo sviluppo del bambino 3-6 anni” fornisce una trattazione approfondita, sia teorica sia pratica, incentrata sulle Funzioni Esecutive (FE) e sul loro ruolo cruciale nello sviluppo del bambino, con un focus particolare sulla fascia d’età 3-6 anni.

Lo studio delle Funzioni Esecutive, che andremo ad esaminare accuratamente attraverso questa guida di autoformazione teorico-pratico, viene storicamente fatto risalire alle prime proposte teoriche di Lurija negli anni ‘60, il quale descrisse una serie di comportamenti ricorrenti in pazienti con lesioni alle regioni frontali.

La neuropsicologia delle FE si occupò per 25 anni solamente di pazienti adulti, soprattutto con lesioni cerebrali. C’era la convinzione che a livello neurobiologico le FE, essendo associate al concetto di “Funzioni Cognitive Superiori”, fossero l’espressione di un cervello già maturo e dunque si ipotizzava che, prima della tarda adolescenza o dell’età adulta, tali processi non si potessero misurare.

Dall’inizio degli anni ‘90 due studi (Welsh et al, 1991; Levin et al, 1991) hanno messo in risalto come sia ancora più interessante studiare le FE nei bambini; infatti non è vero, al contrario di ciò che si pensava negli anni ‘60, che non sia possibile analizzare le FE in soggetti in cui le regioni frontali non sono completamente mature. In circa vent’anni di indagini sperimentali e analisi cliniche, lo studio delle FE in età evolutiva ha assunto un ruolo importante nella letteratura internazionale e nella valutazione dei giovani pazienti con disturbi evolutivi. L’interesse per lo studio delle FE in età evolutiva nasce anche dalla constatazione che i bambini al giorno d’oggi sono sollecitati ad esercitare notevoli abilità di pianificazione ed organizzazione per poter rispettare tempi, ritmi e scadenze nelle loro giornate.

 

Argomenti trattati dalla Guida:

 

1. Introduzione e Inquadramento Storico-Clinico

  • Evoluzione degli studi sulle FE: Dalle prime teorie di Lurija negli anni ’60 sui pazienti adulti con lesioni frontali, fino alla svolta degli anni ’90 che ha dimostrato la possibilità e l’importanza di studiare le FE in età evolutiva, nonostante l’immaturità delle regioni frontali.

  • Contesto attuale: L’importanza delle FE nella vita quotidiana dei bambini odierni, sollecitati a pianificare e organizzare ritmi e scadenze frenetiche.

  • FE e Disturbi dello Sviluppo: Analisi delle problematiche esecutive in quadri clinici quali ADHD, Disturbo Oppositivo-Provocatorio (DOP), Disturbo della Condotta (DC), Autismo (ASD), nati pretermine, Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), Disturbi Specifici del Linguaggio (DSL) e Disturbi della Coordinazione Motoria (DCD).

2. Neurobiologia e Sviluppo Ontogenetico del Lobo Frontale

  • Sviluppo cerebrale per tappe d’età: Analisi dei cambiamenti strutturali e metabolici (sostanza bianca, sostanza grigia, sinaptogenesi, mielinizzazione e pruning sinaptico) dalla nascita, attraverso il periodo prescolare e scolare, fino all’adolescenza e all’età adulta. L’area orbito-frontale viene indicata come l’ultima a completare lo sviluppo.

  • Suddivisione anatomica e circuiti della corteccia prefrontale:

    • Circuito Dorso-Laterale: Substrato di pianificazione, flessibilità cognitiva, memoria di lavoro, giudizio, critica e inibizione.

    • Circuito Ventro-Mediale e Cingolo Anteriore: Legati a motivazione, cognizione sociale ed emotiva.

    • Circuito Orbito-Frontale: Coinvolto nell’integrazione tra cognizione ed emozione, controllo inibitorio e comportamento sociale.

  • La Corteccia Cingolata Anteriore (CCA): Ruolo nel controllo esecutivo dell’attenzione e nelle funzioni cognitive e linguistiche.

  • L’Attenzione Selettiva: Gestione e substrati neurali delle componenti sensoriale, motivazionale e motoria.

3. Definizione e Modelli Teorici delle Funzioni Esecutive

  • Cosa sono e a cosa servono: Le FE come “centro di comando del cervello” e “termine ombrello” per un insieme di sotto-processi modificabili con l’esercizio.

  • Modelli Unitari: Il modello della Memoria di Lavoro di Baddeley (con l’aggiunta successiva del buffer episodico) e il Sistema Attenzionale Supervisore (SAS) di Norman e Shallice.

  • Modelli Frazionati / Multicomponenziali:

    • Il modello di Miyake (Aggiornamento/Updating, Shifting, Inibizione).

    • Il modello di Adele Diamond (FE “Fredde” vs FE “Calde”, ragionamento fluido).

    • Il sistema di controllo esecutivo di Anderson (controllo attenzionale, flessibilità cognitiva, definizione degli obiettivi, processamento delle informazioni).

    • Altri modelli: Welsh, Roberts e Pennington, il modello dell’autoregolazione di Barkley e il modello di Lezak.

  • Funzioni Esecutive “Cool” (Fredde) vs “Hot” (Calde): Differenza tra processi puramente cognitivi in contesti astratti e abilità di controllo in situazioni a forte carico emotivo, motivazionale e sociale (esemplificato attraverso il Marshmallow Test).

4. Sviluppo delle FE nelle diverse fasi di vita

  • Trattazione delle traiettorie evolutive (sia per la componente Cool che per quella Hot) nel periodo neonatale (0-2 anni), prescolare (3-6 anni), scolare e in adolescenza.

5. Rapporto tra Funzioni Esecutive e altri Processi Cognitivi

  • FE e Linguaggio: L’uso del linguaggio interno per guidare il comportamento e l’influenza reciproca tra i due domini.

  • FE e Teoria della Mente (ToM): Come inibizione, memoria di lavoro e flessibilità permettono di comprendere e considerare gli stati mentali altrui.

  • FE e Motivazione: L’impatto di ricompense e punizioni (immediate o procrastinate) sulle performance cognitive, con focus sulle differenze tra ADHD e Autismo.

  • FE e Intelligenza: Relazione tra QI e singole componenti delle FE (buona correlazione con WM e shifting, bassa con l’inibizione).

  • FE e Apprendimento: Il ruolo predittivo delle FE nel rendimento scolastico (matematica, lettura, scrittura e comprensione del testo).

  • FE, Adattamento Sociale e Status Socio-Economico: L’influenza dello stile di attaccamento sicuro e l’impatto negativo della deprivazione e dello stress sullo sviluppo della corteccia prefrontale.

6. Relazione tra Capacità Motorie e Funzioni Esecutive

  • Sinergia mente-corpo: Spiegazioni fisiologiche (angiogenesi, produzione di neurotrofine, metabolismo di norepinefrina e dopamina) e psicologiche sul perché l’attività fisica regolare migliori le FE.

  • Motricità fine e linguaggio: Correlazione anatomica e funzionale tra il controllo della mano e i centri del linguaggio (Area di Broca).

7. Manifestazione dei Disordini delle FE in età prescolare

  • Elenco dettagliato dei segnali d’allarme per insegnanti e professionisti: disturbi della coordinazione motoria, disorganizzazioni spazio-temporali, lentezza nell’incipit, disordini grafomotori (specularità), “smarrimento cognitivo” da iperstimolazione, bradifrenia, rigidità e perseverazione, apatia.

8. Focus approfondito sulle singole componenti e relative Strategie

  • L’Attenzione: Evoluzione (esogena ed endogena, attenzione condivisa), basi cerebrali (Formazione Reticolare/Arousal, tronco encefalico), sottocomponenti (allerta tonica/fasica, vigilanza, attenzione selettiva e divisa, i tre sistemi di Posner).

    • Strategie pratiche per l’attenzione: Controllo dell’ambiente, pause di movimento (es. rotazioni su se stessi), uso di materiali di supporto (strisce elastiche, cuscini sensoriali) e semplificazione delle istruzioni.

  • La Memoria: Fasi (codifica, immagazzinamento, recupero) e tipologie (sensoriale, MBT/Memoria di lavoro, MLT procedurale/implicita ed esplicita/dichiarativa – episodica e semantica), reti neurali coinvolte (circuito ippocampale e striatale).

    • Strategie pratiche per la memoria: Narrazioni, ripetizione di canzoncine, “apprendimento recitato” (mimo), associazioni visive e compiti ordinati sequenzialmente.

  • La Pianificazione, la Categorizzazione e la Flessibilità Cognitiva: Definizioni, compiti di valutazione (es. Dimensional Change Card Sort) e indicatori di sviluppo.

    • Strategie pratiche: Routine sequenziali (“prima-dopo”), problem-solving guidato, uso non convenzionale degli oggetti, giochi simbolici di scambio ruolo.

  • L’Inibizione e l’Autoregolarizzazione: Classificazione di Nigg (controllo dell’interferenza, inibizione cognitiva, oculomotoria e comportamentale), compiti di valutazione prescolare (Stroop Giorno/Notte, Delay of Gratification) e sviluppo delle componenti emotiva, comportamentale e cognitiva.

    • Strategie pratiche: Routine prevedibili, giochi neuropsicomotori di sospensione (es. bolle di sapone) o con regole di stop/go sulla musica, gratificazioni differite.

9. Indicazioni operative e Osservazione Qualitativa Funzionale

  • Linee guida per la vita quotidiana: Come accogliere i disordini esecutivi a casa e a scuola (ridurre le distrazioni, dare poche regole chiare, evitare punizioni frustranti, favorire l’aiuto tra pari).

  • Protocollo di osservazione nel gioco: Come strutturare l’ambiente e cosa valutare attraverso l’uso di tre tipologie di materiali: materiale neuropsicomotorio, materiale a utilizzo misto (costruttivo/simbolico) e materiale a tavolino (motricità fine, memory, labirinti).

  • Valorizzazione dei punti di forza: Utilizzare i canali più maturi del bambino (es. il linguaggio o il piacere sensomotorio) come “facilitatori” per compensare ed esercitare le funzioni più carenti.

10. Appendice: Strumenti di Valutazione

La dispensa include le immagini e le griglie di uno “Strumento qualitativo funzionale per evidenziare i sintomi precoci di disordini delle FE in età prescolare”. Si tratta di schede di screening per professionisti e insegnanti utili a monitorare, mese per mese o per fasce d’età, le competenze prassico-motorie, linguistico-cognitive e prassico-attoniche del bambino.

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