La quinta fase di sviluppo dell’abilità grafico-pittorica prende il nome di stadio schematico:
intorno ai 6-7 anni il bambino costruisce grazie alle sue esperienze degli schemi grafici ben definiti e tende a riprodurli nei suoi disegni.
In questa fase arriva anche la realizzazione prima mancante della linea di base: come abbiamo visto infatti nell’omino testone, l’omino poggia sulla base del foglio, la base del foglio quindi corrisponde alla base su cui realizzare i disegni; intorno ai 6 anni invece il bambino realizzerà la linea di terra quindi una linea appena sopra la base del foglio su cui far poggiare i suoi disegni.
E’ vero anche però che relazionandosi con bambini anche più piccoli vediamo che questa linea di terra sembra essere graficamente prodotta anche da bambini più piccoli intorno ai 4-5 anni; è infatti una scoperta graduale: all’inizio i bambini imitano l’adulto, imitano i bambini un po’ più grandi, osservano questa linea che ancora ha un significato non definito, però è qualcosa di nuovo che attrae e quindi tendono a riprodurla senza però dargli il giusto significato simbolico; infatti vediamo qui sotto il disegno di una bambina di 4 anni.

La bambina sembra aver tracciato la linea di terra, in realtà questa linea di terra funge da linea di terra soltanto per il papà la mamma invece viene disegnata a cavallo della linea di terra. Si realizza una trasparenza proprio perché la linea di terra è stata realizzata dopo la mamma e il papà per fare in modo che il papà non fosse sopraelevato rispetto al disegno della mamma.
Osserviamo un secondo disegno:
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In questo secondo disegno, sempre di un’altra bambina di 4, anni sembra che ci sia la linea di terra; in realtà i disegni della mamma e del papà poggiano sulla linea di base e anche qui viene realizzata una trasparenza.
Vediamo cosa sono le trasparenze: le trasparenze sono delle particolarità grafiche che possiamo riscontrare nei bambini fino a circa nove anni; dopo i nove anni possiamo pensare – sempre conoscendo il bambino e valutando caso per caso – a un problema emotivo che porta appunto il bambino alla realizzazione della trasparenza, oppure ad un ritardo cognitivo.
Che cos’è la trasparenza nei bambini, in questa fase? E’ la realizzazione da un punto di vista cognitivo di qualcosa che conosco: “Anche se non si vede, ho bisogno di realizzarla graficamente proprio perché la conosco” e fa parte del cosiddetto realismo intellettuale o cognitivo tipico di questo stadio di sviluppo.
Per esempio: “Conosco la struttura dell’albero, so che l’albero ha le radici, non posso fare a meno di disegnare le radici anche se nella realtà queste non si vedono”; quindi c’è una necessità cognitiva.
Sotto un altro aspetto invece posso disegnare in trasparenza qualcosa che ritengo importante, o nella mia vita quotidiana come per esempio nella realizzazione del disegno di una casa posso rappresentare in trasparenza l’interno, per esempio della cucina o della camera da letto che io ritengo importanti, che si vedono appunto in trasparenza attraverso i muri esterni della casa che ho disegnato; oppure un qualcosa che mi coinvolge molto a livello emotivo e non posso fare a meno di disegnare, come per esempio i bambini che aspettano un fratellino; il bambino in attesa del fratellino vive una condizione emotiva molto forte e molto spesso non basta rappresentare il pancione della mamma, ma hanno bisogno di rappresentare un qualcosa, uno scarabocchio un girulo o un omino nella pancia della mamma; proprio perché la proiezione di questa emozione molto presente nel periodo di vita non si esaurisce nel disegno rappresentando soltanto ciò che si vede esternamente.
Poi, per quanto riguarda lo stadio schematico, assistiamo anche ad una convenzionalizzazione nell’uso del colore: proprio perché i bambini tendono a rappresentare schemi grafici ben definiti e quindi elementi naturali, elementi quotidiani comuni, come per esempio un prato, dei fiori, la casa, gli alberi, gli omini tenderanno ad utilizzare sempre di più i colori nel senso realistico piuttosto che come valenza psicologica e quindi ad utilizzare i colori in un modo schematico; tenderanno a fare il prato sempreverde, il sole sempre giallo o il tetto delle case sempre rosso.
Tutto questo porterà ad una sempre maggiore staticità e convenzionali d’azione nell’espressione grafica dei bambini.